Le aziende di sicurezza informatica Defence Intelligence e Panda
Security rendono noto che botnet Mariposa, una vasta rete di computer
infetti progettata per impadronirsi di informazioni personali, è stata
smantellata dalle autorità e che tre presunti cyber-criminali accusati
di controllarla sono stati arrestati dalle forze dell’ordine spagnole.
Tra i dati rubati da Mariposa vi sono informazioni relative a conti
bancari, carte di credito, username e password di una rete mondiale di
12.7 milioni di computer violati, appartenenti a utenti privati,
aziende, agenzie governative e università di oltre 190 paesi. La rete di
bot è stata disattivata il 23 dicembre 2009 grazie all’impegno
congiunto di diversi esperti, agenzie e corpi di sicurezza, tra i quali
Defence Intelligence, Panda Security, l’FBI e la Guardia Civil spagnola.
Con circa 13 milioni di computer colpiti, si stima che Mariposa sia una
delle più grandi botnet fin qui individuate. Christopher Davis, CEO di
Defence Intelligence, la prima azienda a scoprire questa rete, spiega:
“Sarebbe più semplice per me fornire una lista di aziende dell’indice
Fortune 1000 e indicare chi non è stato colpito da questa minaccia,
piuttosto che elencare tutti coloro che sono stati attaccati”.
Dopo la scoperta di Mariposa nel maggio 2009, Defence Intelligence,
Panda Security e Georgia Tech Information Security Center hanno creato
il Mariposa Working Group con l’obiettivo di unire le forze insieme ad
altri esperti e agenzie di sicurezza di differenti paesi, per cercare di
eliminare questa botnet e consegnare i criminali alla giustizia. Il
principale botmaster, conosciuto come “Netkairo” e “hamlet1917”, insieme
ai suoi due collaboratori, “Ostiator” e “Johnyloleante” sono stati
arrestati.
“Le prime analisi indicano che i botmaster non possedevano conoscenze
avanzate di hacking. Questo risulta molto preoccupante in quanto
dimostra quanto sia diventato efficace e sofisticato il software di
diffusione del malware, che consente a criminali senza esperienza di
causare danni e perdite molto significativi”, sottolinea Pedro
Bustamante, Senior Research Advisor di Panda Security. “Siamo molto
orgogliosi dell’impegno coordinato di tutti i componenti del Mariposa
Working Group e della rapidità con la quale siamo riusciti a elimiare
questa importantissima rete di bot e individuarne i responsabili.”
Alla fine del 2009, Mariposa Working Group è riuscito a infiltrarsi
nella struttura di controllo di Mariposa e a studiare i canali di
comunicazione utilizzati dai presunti botmaster, che rinviavano le
informazioni dei computer colpiti ai cyber-criminali, in modo molto
simile a quelli utilizzati dalle botnet Zeus, Conficker e Koobface o
evidenziati di recente nelle operazioni Google/Aurora.
Dopo aver analizzato i principali server della rete, il 23 dicembre 2009
il Working Group è stato in grado di realizzare l’operazione coordinata
di chiusura della rete di bot Mariposa. Panda Security è tuttora
all’opera per un’analisi completa del malware e sta coordinando le
comunicazioni internazionali tra le aziende specializzate in antivirus
per assicurare che le loro firme siano aggiornate. Tra i principali dati
emersi finora dall’analisi preliminare di Panda Security vi sono:
- Una volta colpiti dal client bot di Mariposa, il botmaster
installava differenti malware (keylogger avanzati, banker trojan come
Zeus, o trojan per l’accesso remoto, etc.) per poter realizzare azioni
aggiuntive sui PC zombie.
- Il botmaster guadagnava denaro con la vendita di parti della rete
di bot, installando toolbar e fornendo dati bancari per servizi online e
carte di credito rubati per realizzare transazioni attraverso “muli”
all’estero.
- La rete di bot Mariposa si è diffusa in modo molto efficace
attraverso le reti peer-to-peer, le penne USB e le messaggerie
istantanee.
Un report sull’analisi sarà disponibile a giorni al link http://pandalabs.pandasecurity.com
, mentre una breve descrizione del software della botnet Mariposa,
conosciuto come ButterflyBot.A, è presente su http://www.pandasecurity.com/homeusers/security-info/217587/ButterflyBot.A.
“Ancora una volta, gli sforzi coordinati di differenti forze di polizia
internazionali e della Guardia Civil spagnola, insieme alle principali
aziende della sicurezza informatica, hanno permesso di affrontare la
minaccia globale del cyber-crimine”, commenta Juan Salom, Comandante en
Jefe del Grupo de Delitos Telemáticos della Guardia Civil.
Secondo Dave Dagon, del Georgia Tech Information Security Center:
“Invece di analizzare i dati con i grafici, abbiamo considerato la
botnet come una vera e propia scena del crimine e non un semplice
progetto di ricerca”.
Mariposa Working Group ha ufficialmente preso il controllo dei canali di
comunicazione utilizzati da Mariposa, escludendo dalla rete i creatori.
Subito dopo la chiusura della rete in dicembre, come apparente atto di
ritorsione, era stato condotto un attacco DdoS (Distributed Denial of
Service) contro Defence Intelligence. L’attacco è stato così potente da
colpire un grande Internet Service Provider, bloccando la connessione a
molti dei suoi clienti per diverse ore.
Secondo un portavoce di CDmon, l’Internet Service Provider spagnolo che
ha collaborato nelle indagini e nel quale erano allocati i domini
sfruttati dai criminali, “siamo molto soddisfatti di essere stati in
grado di supportare questa operazione internazionale, insieme alla
Guardia Civil spagnola, a Panda Security, Defence Intelligence e ad
altre forze di sicurezza per smantellare questa rete. CDmon è impegnato
per fornire Internet di qualità, garantendo in tutti i nostri servizi
standard elevati. Questo sforzo collaborativo rappresenta una grande
vittoria nella lotta al cyber crimine.”
“Continueremo a combattere contro la minaccia di botnet e i criminali
che vi si celano alle spalle,” afferma Davis. “Inizieremo con lo
smantellamento della loro infrastruttura e non ci fermeremo fino a
quando non saranno davanti a un giudice”.
Defence Intelligence e Panda Security stanno tuttora cercando di
contattare tutte le aziende attaccate dalla botnet. In caso di sospetti,
ci si può rivolgere a questi indirizzi mail: compromise@defintel.com
oppure info@pandasecurity.com
|