Rischio collasso digitale per gli Stati Uniti

03/02/2012

Gli Stati Uniti rischiano il collasso digitale. Per prevenirlo, evitando attacchi su larga scala, le compagnie, in particolare banche, società di telefonia e gestori di servizi, dovrebbero investire nove volte di più rispetto a quanto fanno ora sulla sicurezza delle loro reti.

La raccomandazione arriva da uno studio di Bloomberg Government, che denuncia come spie, criminali, hacker e attivisti stiano intensificando gli attacchi sulle reti delle corporation o del governo americano. E' necessario quindi passare dagli attuali 5,3 miliardi di dollari a 46,6 (gli investimenti necessari perché le diverse compagnie considerate cruciali siano in grado di respingere il 95 per cento degli attacchi, la soglia di sicurezza massima).

«Le conseguenze di un attacco ben riuscito contro infrastrutture di importanza critica rende le cifre necessario per prevenirlo spiccioli», spiega Lawerence Ponemon, presidente del Ponemon Institute che ha collaborato al completamento della ricerca basata su interviste ai manager di 172 diverse organizzazioni americane in sei diversi settori e al governo.

La ricerca precede la discussione, al Senato, di una nuova legge sulla cybersicurezza che il leader della maggioranza democratica, Harry Reid, presenterà in aula il 17 febbraio. La legge dovrebbe seguire le linee guida indicate dal presidente Obama, secondo cui sarà il dipartimento per la sicurezza interna a identificare le infrastrutture di importanza critica e a fissare gli standard di sicurezza a cui dovranno adeguarsi.

«È il momento di approvare leggi che assicurino che le compagnie su cui facciamo affidamento per i servizi e per far marciare l'economia di questo Paese, affrontino in modo adeguato i rischi di sicurezza delle reti», ha dichiarato il responsabile per la cybersicurezza della Casa Bianca, Howard Schmidt. Perché, come riassume l'ex direttore della Cia Michael Hayden, «siamo entrati in una nuova epoca di combattimento».