Unmanned Vehicle System e Drone. Nuova legge negli USA per il loro utilizzo ai fini commerciali

22/02/2012

Lo scorso 14 febbraio l’amministarzione americana ha emanato una legge, passata con una scarsissima copertura mediatica in Italia, che ha la possibilità di rivoluzionare in modo significativo il mondo della security aprendo problematiche di natura legale ed etiche di non piccola portata.

Mi riferisco al Federal Aviation Administration reauthorization bill che, oltre a dare il via alla realizzazione del nuovo sistema di navigazione negli Stati Uniti, con un incremento dell’uso del segnale GPS al posto dei tradizionali sistemi basati su radar terresti, ha aperto all’uso commerciali di Drone, AUV e più in generale veicoli senza pilota.
Fino ad ora l’utilizzo di questi dispositivi era limitato alle forze armate e ad attività ricreative; fra qualche mese sarà, invece, possibile utilizzare questi sistemi per attività di natura commerciale ed economiche.

La norma, come spesso capita negli USA, prende spunto da un caso concreto: un intermediario finanziario aveva iniziato ad usare un AUV per effettuare delle fotografie aeree di alcune delle lussuose proprietà immobiliari che gestiva al fine di darne delle immagini più suggestive ai potenziali clienti.

Nello specifico, la norma prevede che la FAA entro 90 giorni dovrà emanare un primo regolamento che consenta alle forze dell’ordine ed ai first responder di poter utilizzare fin da subito piccoli veicoli (fino a 2 kilogrammi di peso e che volino al di sotto dei 120 metri) per operazioni di sorveglianza e supporto. La stessa FAA dovrà, inoltre, emanare, entro il 30 settembre 2015, tutti i regolamenti che consentano un pieno utilizzo ai fini commerciali dei cieli americani. Questi regolamenti dovranno contenere prescrizioni sia sulle tipologie e caratteristiche dei veicoli, le regole di volo oltre che le modalità per la certificazione dei “piloti” e degli operatori.

Tale apertura sarà, con molta probabilità, seguita anche da analoghe normative in Europa ed in Italia; per cui non è troppo azzardato pensare che prima della fine del decennio anche da noi asrà possiible utilizzare questi sistemi sia come supporto alle forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco che per i più disparati scopi commerciali. Infatti tali sistemi si caratterizzano non solo per un costo di acquisto decisamente contenuto (i costi attuali variano da circa 300 € per i modelli più semplici pilotabili anche da iPhone fino a qualche centinaio di migliaia di euro per i modelli di fascia ovviamente superiore), ma soprattutto hanno costi di gestione ed indici di invasività (in termini di rumorosità e spostamento d’aria) tali da  consentirne l’uso anche in situazioni in cui, ad esempio, l’utilizzo di un elicottero appare non conveniente.

È immediato ricosnocere che questo evento avrà un impatto estremamente significato sul mondo della securtiy a partire dal fatto che l’idea oggi persistente di proteggere un sito (e soprattutto la sua privacy) dall’esterno mediante alte recinzioni schermanti, risulterà non più così efficace. D’altro canto la disponibilità di strumenti del genere consentirà un miglior monitoraggio dell’area circostante un insediamento rilevante, ovvero il pattugliamento di siti remoti ma potrebbe anche  favorire altri impieghi e  funzioni oggi non ancora identificati.

Avendo, però, ogni medaglia il suo rovescio,tutte queste innovazioni, apriranno, però, ulterirori problemi di sicurezza, a partire dalla possibilità di utilizzo di questi strumenti in modalità di offesa (o anche semplicemente di spionaggio o di paparazzinaggio), ma anche tutte le implicazioni che potranno scaturire ad esempio da un perdita di controllo del veicolo a causa di interferenze e/o intromissioni nel canale di comunicazione del veicolo stesso.

Nei prossimi anni sarà utile ed opportuno inziare un dibattito che porti ad un regolamentazione nell’utilizzo e nella gestione di questi sistemi. Una buona regolamentazione che  riesca ad anticipare le diverse problematiche onde evitare di doverci ritrovare a dover “subire” passivamente la probabile direttiva che la Comunità Europea andrà ad emanare su questo tema.